Il DL Cura Italia ha riconosciuto, per il solo mese di marzo, ai lavoratori autonomi titolari di partita iva (liberi professionisti, iscritti alla gestione commercianti e artigiani Inps, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e a talune categorie di lavoratori dipendenti, purché non titolari di pensione diretta e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie la possibilità di richiedere all’Inps un bonus, non soggetto a Irpef, mediante apposita istanza presentata a cura dell’interessato.

Per poter presentare la domanda occorrerà essere in possesso di uno dei seguenti metodi di autenticazione al portale:

  • PIN rilasciato dall’INPS (sia ordinario sia dispositivo);
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS;

Qualora non si abbia una delle predette credenziali, sarà possibile accedere ai relativi servizi del portale Inps in modalità semplificata, per compilare e inviare la domanda on line, previo inserimento delle sole prime 8 cifre del PIN dell’Inps, ricevuto via SMS o e-mail subito dopo la relativa richiesta del PIN.

L’INPS informa, inoltre, che è in attivazione un contact center per coloro che non siano in possesso delle credenziali predette per accedere comunque alla prestazione (in ogni caso si dovrà essere in possesso della delle prime 8 cifre del codice Pin).

E’ stato chiarito che l’indennità spetta anche ai soggetti iscritti tramite posizioni societarie (soci di snc, sas ecc.), a coloro che sono iscritti in base ad una posizione in qualità di soci di Srl, nonché ai coadiuvanti e/o compartecipi dell’impresa famigliare. Ricordiamo che la richiesta del PIN è sempre personale e non deve essere inoltrata utilizzando il codice fiscale della società ma quello del singolo iscritto. Spetta inoltre ai professionisti privi di una cassa previdenziale specifica e ai lavoratori autonomi senza alcuna cassa previdenziale di appartenenza nonché agli agenti di commercio.

La domanda potrà essere inviata dal 1 aprile 2020

ISCRITTI A CASSE PREVIDENZIALI PRIVATE

Chi svolge un’attività professionale ed è iscritto alla propria cassa di appartenenza (es. avvocati, ingegneri, medici, ecc.) potrà rivolgersi alla stessa, seguendo le procedure che ogni ente attiverà, con due limiti principali: regolarità contributiva nel 2019 e reddito al di sotto delle seguenti soglie:

  • Aver dichiarato nel 2018 un reddito complessivo non superiore a € 35.000, la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza sanitaria;
  • Aver dichiarato un reddito complessivo compreso tra 35.000 e 50.000 euro e che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività sempre a causa dell’emergenza sanitaria.

Per cessazione dell’attività, s’intende la chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, mentre per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa s’intende una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. Per reddito complessivo si intende quello al lordo di eventuali redditi da locazione in cedolare secca.