L’autonoma organizzazione è il requisito in presenza del quale la giurisprudenza riconosce l’obbligo di pagare l’Irap a carico di imprenditori individuali, lavoratori autonomi e professionisti. Le società, invece, sono in ogni caso assoggettate all’imposta regionale.

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9451, del 10 maggio 2016, pronunciata a Sezioni Unite, mette fine ad una annosa questione interpretativa avente ad oggetto la legittima applicazione dell’Irap alle persone fisiche (anche società semplici o equiparate) che svolgono un’attivitàautonomamente organizzata” diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi.

Le Sezioni Unite affermano che non è idonea a configurare un’attività autonomamente organizzata la circostanza di “avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui quando questo si concreti nell’espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive, che rechino all’attività svolta dal contribuente un apporto del tutto mediato o (…) generico”. Questo a condizione che sia utilizzato un unico collaboratore.

I Giudici chiariscono che per potersi configurare una autonoma organizzazione non occorre che il contribuente si doti di una struttura “complessa” e prevalente rispetto al lavoro posto in essere dal medesimo soggetto “(…) o addirittura in grado di generare profitti anche senza di lui, ma è sufficiente che vi sia un insieme tale da porre il professionista in una condizione più favorevole di quella in cui si sarebbe trovato senza di esso”.

Viene quindi affermato il principio di diritto in base al quale il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:

  1. sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
  2. impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione,
  3. “si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.

Come sostenuto in passato con specifico riferimento all’ultimo punto, “non occorre che le condizioni – dell’impiego di beni strumentali e dell’utilizzo di lavoro altrui – concorrano, essendo sufficiente una sola, che deve comunque sommarsi alla condizione che il titolare sia responsabile della organizzazione” (Cass. N. 9214/2007 e circ. Agenzia Entrate n. 45/2008 § 5.4).

Si ritiene che le sentenze sopra pronunciate siano di particolare interesse per alcune specifiche tipologie di attività tra cui Agenti di Commercio e Medici.

In ultimo, si precisa che il sostantivo “collaboratore” è riferibile a tutte le tipologie di rapporto di lavoro. L’esclusione dal tributo dovrebbe competere anche qualora il personale sia costituito da un unico dipendete (a tempo determinato i indeterminato, pieno o parziale) con mansione di segreteria o meramente esecutive.

 

 

Alla luce della nuova sentenza, dunque, si aprono per il contribuente nuove possibilità per la richiesta di rimborso dell’imposta. Andando a ritroso:

  • se sono stati versati gli acconti 2015 occorre presentare la dichiarazione Irap 2016 con la sola indicazione degli acconti versati determinando così il saldo a credito. Se non si vuole presentare la dichiarazione, è anche possibile inoltrare all’Agenzia delle Entrate un’istanza di correzione del modello F24, allo scopo di imputare gli acconti IRAP 2015 ad altro titolo, così da poter gestire “recupero” degli acconti versati.
  • per il periodo d’imposta 2014, si può  presentare una dichiarazione integrativa “a favore” entro il prossimo 30 settembre;
  • per gli anni precedenti a norma dell’art. 38 del DPR 602/73 “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito” occorre presentare istanza di rimborso entro 48 mesi dalla data di  versamento.

Per gli anni non prescritti si consiglia di attivare sempre, anche in casi dubbi, la procedura di rimborso in modo da tutelarsi in caso di cambi giurisprudenziali e legislativi.